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Cassa Rurale di Caldonazzo

 

Il 3 settembre 1899 un gruppo di persone, animate dal curato di Caldonazzo don Emanuele Conci, si riunì presso l’asilo infantile per dar vita alla Cooperativa di Credito con uno scopo ben preciso: «Migliorare le condizioni morali ed economiche dei propri Soci, favorendo la formazione del risparmio ed esercitando il credito prevalentemente a favore dell’agricoltura e dell’artigianato».

I valori di riferimento furono, fin dall’inizio, l’aiuto reciproco, la responsabilità reciproca, la democrazia, l’eguaglianza, l’equità e la solidarietà. Nasceva così la Cassa Rurale Cattolica di Prestito e Risparmio di Caldonazzo. I Soci fondatori furono 74: credevano nei valori etici dell’onestà, dell’apertura, della responsabilità sociale e dell’attenzione verso gli altri. Lo Statuto, approvato in via preventiva dal Vescovo di Trento, venne inviato al R.I. Tribunale di Trento che, in data 7 novembre 1899, provvedeva a registrare la Cassa Rurale nel libro dei Consorzi industriali ed economici.

Erano quelli tempi di pesante flessione economica, diffusa era la piaga dell’usura e consistenti gruppi di persone dovettero scegliere la via dell’emigrazione. Il ruolo della Cooperazione, per correggere quello stato di cose e migliorare le condizioni di vita della gente, fu determinante. All’inizio l’apertura prevede quattro ore settimanali nelle domeniche e festività; nel 1906 si passa a due mezze giornate nei giorni feriali; nel 1921 l’operatività diventa quotidiana.

L’attività viene sospesa nel periodo della Prima guerra mondiale e i documenti vengono custoditi dal parroco di Gardolo, mentre i registri contabili sono depositati presso la Federazione di Trento. Momenti particolarmente difficili furono quelli della grande crisi economico/finanziaria (1927-1937); nella zona operava la Banca del Trentino e Alto Adige, fallita nel 1933: la Cassa impegnò le proprie energie morali e materiali per controbattere la sfiducia, riuscendo a far rientrare, entro poco tempo, fenomeni di disdetta e rimborsi.

Con il persistere della crisi economica le due Casse rurali limitrofe di Centa e di Calceranica furono costrette a chiudere la propria attività ed essere liquidate: nessuna perdita subirono i depositanti delle due Casse che furono pagati al 100%; una elevata percentuale delle partite di prestito e di risparmio furono assorbite dalla Cassa di Caldonazzo. Negli anni ’50 la Cassa pone in atto un’azione di espansione territoriale della propria attività aprendo sportelli operativi: nel 1952 a Vigolo Vattaro, nel 1970 a Calceranica, e nel 1974 a Vattaro, riscontrando la fiducia di quelle comunità. Il resto è storia recente, con la filiale di Bosentino inaugurata l’8 settembre del 2012.