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Cassa Rurale di Levico

Alla fine dell’800 Levico era, come la maggioranza del Trentino, un centro quasi esclusivamente basato sull’agricoltura e sulle attività ad essa correlate. Unica variante era il piccolo e molto fragile settore dell’“industria del forestiero” legata alle risorse termali. È in questo scenario di leggera crescita economica che si è sentita la necessità indispensabile di finanziamenti per poter continuare in questa crescita economica.

L’unico sportello bancario di Levico, la filiale della Banca Cooperativa di Trento, però escludeva, attraverso un macchinoso e burocratico servizio, alla gran massa dei piccoli contadini levicensi l’accesso a finanziamenti e mutui. Per superare queste situazioni, e per dare slancio alla promettente economia locale, agli inizi del 1900, un gruppo di contadini, artigiani e professionisti, guidati da don Angelo Avancini, diedero vita alla “Cassa rurale cattolica di Levico”.

Il 14 giugno 1900 nasceva così questa Cassa. I soci fondatori erano 23 e, a differenza di adesso, dovevano rispondere con i loro averi degli impegni assunti dalla società. Per questo motivo la nuova Banca non doveva contrarre forti prestiti e doveva poi cautelarsi quando concedeva un mutuo. Di conseguenza, prima di accordare un prestito, veniva chiesta una serie molto precisa di garanzie: il richiedente doveva essere socio ben conosciuto, doveva esser ritenuto
onesto, doveva avere uno scopo produttivo per richiedere il prestito, che infine gli era dato solo in proporzione alla sua solvibilità e con una cauzione.

Il 17 giugno 1900 la Direzione (presidente don Angelo Avancini, vicepresidente Paolo Libardoni) tenne la sua prima seduta, dove deliberò gli acquisti necessari all’avvio dell’attività. Il primo sportello (in Via Marconi) iniziò ad operare il 5 agosto 1900 aperto 2 ore al giorno 5 giorni alla settimana, domenica compresa. L’iniziativa ebbe un grande e immediato successo, e alla fine del 1900 contava già 141 soci.


La Cassa nei suoi primi anni di vita incontrò non poche difficoltà, create in special modo da coloro che per tanto tempo avevano riposto il loro interesse sulla pratica dell’usura. Anche l’iniziale inesperienza creò qualche difficoltà e tensioni interne che crearono una piccola crisi nel 1907, superata poi di slancio.

Il secondo dopoguerra fu economicamente il punto di svolta dell’intero territorio, che attraversò nella crescita gli anni del boom economico e che riuscì a mantenere un elevato grado di sviluppo e benessere. Con l’andar del tempo il ruolo della Cassa Rurale di Levico Terme cambiò rimanendo tuttavia fedele al mandato originario: la nostra Banca continuò a sostenere l’economia del territorio, dapprima prestandosi a fare leva per il decollo economico della zona; in seguito, e in modo sempre più capillare e attento, fornendo l’appoggio fondamentale alla struttura economica e sociale sempre più coesa e matura.

Da un lato cercò di ridare impulso all’agricoltura levicense, non solo attraverso la normale attività di prestito, ma anche attraverso interventi promozionali. Allo stesso tempo però la cassa puntò a una crescente diversificazione dei propri impieghi, in linea con i mutamenti strutturali che andavano investendo, come s’è visto, l’intera area di riferimento. L’esplosione del settore turistico-alberghiero di quel periodo fu anche perché la Cassa Rurale di Levico Terme seppe investire finanziariamente a sostegno di tutto il settore. Questo severo impegno per la crescita e anche la difesa della Comunità, pur con i necessari cambiamenti, ha permesso alla Cassa Rurale Levico Terme di mantenersi vicino alle aspirazioni dei fondatori rimanendo nel contempo, anche dopo 100 anni, il primo e più importante attore del Credito per Levico Terme. Dopo 116 anni di storia la Cassa Rurale conta quasi 1.500 soci ed è sempre presente nella vita e nelle esigenze della comunità di Levico Terme.

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